Carriera fino ad oggi
Fernando Alonso ha fatto il suo debutto in Formula 1 nel 2001 con la Minardi, mostrando fin da subito un talento grezzo ma innegabile. La sua carriera ha preso il volo con la Renault, dove ha conquistato due titoli mondiali consecutivi nel 2005 e nel 2006, interrompendo l'era dominante di Michael Schumacher e della Ferrari. Questi successi lo hanno proiettato nell'élite dello sport, rendendolo il più giovane campione del mondo di F1 all'epoca.
Dopo gli anni d'oro, Alonso ha intrapreso un percorso che lo ha visto passare per diverse squadre di alto profilo, tra cui McLaren (in due distinti periodi) e Ferrari. Nonostante non abbia più conquistato un titolo mondiale, ha spesso dimostrato la sua straordinaria abilità nel massimizzare il potenziale di vetture che non erano sempre le più competitive, sfiorando il campionato in diverse occasioni con la Ferrari. Dopo una pausa dalla Formula 1, durante la quale ha gareggiato con successo nel Campionato del Mondo Endurance FIA e nella 24 Ore di Le Mans, è tornato nel 2021 con l'Alpine. Attualmente, dal 2023, corre per l'Aston Martin, continuando a dimostrare una competitività e una passione che sfidano l'età.
Stile di guida
Lo stile di guida di Fernando Alonso è caratterizzato da un'aggressività controllata e una precisione chirurgica. È rinomato per la sua capacità di adattarsi a diverse filosofie di vettura, estraendo prestazioni eccezionali anche da monoposto non ottimali. La sua abilità nel gestire gli pneumatici è leggendaria, spesso riuscendo a prolungare la vita delle gomme o a spingerle al limite in momenti cruciali della gara. Alonso è un maestro nel corpo a corpo, con una rara combinazione di tenacia e intelligenza tattica che lo rende un avversario formidabile in pista. La sua visione di gara e la capacità di anticipare gli eventi sono qualità che lo distinguono, permettendogli di posizionarsi al meglio per sfruttare ogni opportunità.
Momenti iconici
Tra i momenti più significativi della carriera di Alonso spiccano naturalmente le sue vittorie nei campionati del mondo 2005 e 2006, che hanno cementato il suo status di leggenda. La sua vittoria al Gran Premio d'Europa a Valencia nel 2012, partendo dall'undicesima posizione con una Ferrari non dominante, è spesso citata come una delle sue più grandi dimostrazioni di guida. Un altro esempio della sua tenacia è stata la stagione 2012, dove ha lottato per il titolo fino all'ultima gara con una vettura inferiore, mostrando una resilienza e una determinazione che hanno impressionato il paddock. Anche la sua performance al Gran Premio del Brasile 2006, dove ha difeso il suo secondo titolo mondiale contro un Schumacher scatenato, rimane un classico della Formula 1.
