Cosa sono le gomme da bagnato?
Le gomme da bagnato, o "Full Wets", sono i pneumatici più estremi a disposizione dei team di Formula 1 per affrontare la pioggia. Si distinguono per i loro battistrada profondi e scolpiti, capaci di disperdere un'enorme quantità d'acqua – fino a 85 litri al secondo per pneumatico a 300 km/h. Questa capacità di evacuazione dell'acqua è cruciale per evitare l'aquaplaning, permettendo ai piloti di mantenere il contatto con l'asfalto anche in condizioni di diluvio. La mescola è più morbida rispetto alle intermedie, progettata per generare calore e aderenza a temperature più basse, tipiche delle piste bagnate.
Quando diventano indispensabili?
L'utilizzo delle gomme da bagnato è strettamente legato all'intensità della pioggia e alla quantità di acqua stagnante in pista. Vengono montate quando le condizioni sono troppo severe per le gomme intermedie, ovvero quando c'è molta acqua in superficie. Passare alle Full Wets è una decisione strategica complessa: se da un lato offrono la massima sicurezza e aderenza sul bagnato estremo, dall'altro sono significativamente più lente su asfalto meno bagnato o in fase di asciugatura, dove tendono a surriscaldarsi rapidamente e a degradarsi. Un esempio è stato il Gran Premio del Giappone 2022, dove la partenza è avvenuta con le Full Wets prima di passare alle intermedie man mano che la pista si asciugava. Similmente, il controverso GP del Belgio 2021 ha visto le vetture equipaggiate con queste gomme, anche se la gara è stata interrotta quasi subito.
Distinguere le Full Wets dalle Intermedie
Una fonte comune di confusione per gli spettatori è la differenza tra le gomme da bagnato (Full Wets) e quelle intermedie. Visivamente, le Full Wets sono riconoscibili per la loro banda blu sulla spalla, mentre le intermedie hanno una banda verde. Oltre al colore, la differenza funzionale è fondamentale: le intermedie sono ottimizzate per condizioni di pioggia leggera o pista umida, con meno acqua da disperdere e una maggiore versatilità. Le Full Wets, invece, sono il "piano B" per il diluvio. La scelta tra le due è un equilibrio delicato che i team monitorano costantemente, basandosi su dati telemetrici, previsioni meteo e feedback dei piloti, per trovare il punto di crossover ottimale.
